Glossario

Termine Normativa di riferimento Definizione
Affidamento in prova “in casi particolari” - art. 94 D.P.R. 309/90 È una particolare forma di affidamento in prova, rivolta ai tossicodipendenti e agli alcooldipendenti che intendano intraprendere o proseguire un programma terapeutico.
Misura che può essere concessa nel caso in cui residui una pena detentiva non superiore a 6 anni ovvero, trattandosi di reati ex art. 4 bis Ord. Pen. Non superiore a 4 anni.
Affidamento in prova al servizio sociale - art. 47 O.P. È la misura alternativa alla detenzione più ampia, si svolge totalmente nel territorio e intende evitare alla persona condannata i danni derivanti dal contatto con l’ambiente penitenziario e dalla condizione di privazione della libertà.
Misura che può essere concessa nel caso in cui deve essere scontata una pena detentiva non superiore a 4 anni, anche in forma residua.
Aids art. 47 L. n. 354/75 Si vuole consentire ai soggetti affetti da AIDS conclamata, la possibilità di iniziare o proseguire un programma di cure idonee in apposite strutture, evitando i danni derivanti dalla condizione di privazione della libertà e dall’ambiente penitenziario. Tali soggetti possono accedere alle misure alternative dell’affidamento in prova al servizio sociale e della detenzione domiciliare.
Alcooldipendenza art. 4 Legge 21 febbraio 2006, n. 49 I condannati alcoldipendenti che intendano intraprendere o proseguire uno specifico programma terapeutico individuale possono fruire dell'affidamento in prova in casi particolari
Amnistia art. 151 c.p. - art. 672 c.p.p. L’amnistia estingue il reato e fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie relative ai reati per i quali è stata concessa.
Può essere concessa dal Parlamento.
Arresti domiciliari artt. 284 c.p.p. - artt. 303 c.p.p. - art. 656, c. 10, c.p.p. E’ una misura cautelare personale coercitiva. Viene applicata agli indagati o agli imputati al posto della custodia cautelare in carcere, nel periodo delle indagini e del procedimento giudiziario.
Colloqui telefonici art. 39 Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 I condannati e gli internati possono essere autorizzati dal direttore dell'istituto alla corrispondenza telefonica con i congiunti e conviventi, ovvero, allorchè ricorrano ragionevoli e verificati motivi, con persone diverse dai congiunti e conviventi, una volta alla settimana.
Detenzione domiciliare articolo 47 della legge - art. 47-ter della legge 10 ottobre 1986 vari interventi legislativi sull'ordinamento penitenziario n. 663 (legge 26 luglio 1975 n. 354) detenzione domiciliare è quell'istituto che consente al condannato ad una pena detentiva di scontare detta pena, od una parte di essa, presso la propria abitazione, o in un altro idoneo luogo di privata dimora o in un luogo pubblico di cura e di assistenza.
Può essere concessa nel caso in cui deve essere scontata una pena detentiva non superiore, normalmente, a 2 anni. Nel caso di motivi di salute si prescinde dal limite di pena.
Detenzione domiciliare "ultimi 18 mesi" legge 26 novembre 2010, n. 199 - decreto legge 22 dicembre 2011, n. 2011 I provvedimenti consentono ai condannati con pena detentiva (anche residua) non superiore a diciotto mesi, di scontarla presso la propria abitazione o un altro luogo, pubblico o privato, che lo accolga.
Divieto di concessione dei benefici e accertamento della pericolosità sociale dei condannati per taluni Articolo 4 bis Ordinamento penitenziario Fermo quanto stabilito dall’articolo 13-ter del decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, nella legge 15 marzo 1991, n. 82, l’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio, e le misure alternative alla detenzione previste dal capo VI della legge 26 luglio 1975, n. 354, fatta eccezione per la liberazione anticipata, possono essere concessi ai detenuti e internati per delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo nonché per i delitti di cui agli articoli 416-bis e 630 del codice penale, 291-quater del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e all’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, solo nei casi in cui tali detenuti e internati collaborano con la giustizia a norma dell’articolo 58-ter.
Espulsione dello straniero irregolarmente in Italia come sanzione alternativa alla detenzione artt. 13-17 e 19, Decreto Legislativo - Art. 407 Codice di procedura penale - 25 luglio 1998, n. 286 Il cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, irregolarmente presente in Italia, detenuto con pena – o residuo di pena da scontare – inferiore ai due anni (a meno che si tratti di delitti particolarmente gravi), deve essere espulso dal territorio nazionale.
Espulsione dello straniero regolarmente in Italia, a pena espiata, come misura di sicurezza art. 86 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. - art. 235 c.p. - 309 Qualora ne sia accertata la pericolosità sociale, lo straniero (cioè il cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea) regolarmente presente sul territorio italiano, condannato per reati relativi alla produzione, al traffico e alla detenzione illegale di sostanze stupefacenti, all’agevolazione dell’uso di dette sostanze o all’istigazione all’uso da parte di un minore, terminata la pena deve essere espulso dallo Stato.
Gratuito patrocinio Art. 24 della Costituzione della - artt. 74-145, D.P.R. 30 maggio 2002, n. - artt. 38, 46, 47, 48, 75, 76, D.P.R. 28 Repubblica Italiana 115 dicembre 2000, n. 445 persona condannata che si trovi in disagiate condizioni economiche e che intenda avviare un procedimento di sorveglianza, può richiedere di essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato, detto anche “patrocinio gratuito”.
Grazia art. 174 c.p. - art. 681 c.p.p. Grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta o la commuta in un’altra pena stabilita dalla legge.
Può essere concessa dal Presidente della Repubblica.
Indulto art. 174 c.p. - art. 672 c.p.p. L’indulto condona, in tutto o in parte, la pena inflitta o la commuta in un’altra pena stabilita dalla legge
Internato artt. 1, 18 e 48, l. 26 luglio 1975, n. - Art. 681 c.p.p. - 354 E' colui il quale è sottoposto ad una misura di sicurezza detentiva
Istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza artt. 59 e 62 della legge 26 luglio - numeri 1, 2 e 3 del primo capoverso - 1975 n. 354 dell'art. 215 del codice penale sono le colonie agricole, le case di lavoro, le case di cura e custodia e gli ospedali psichiatrici giudiziari.
Istituto penitenziario artt. 59-62 della legge 26 luglio 1975 - art. 10 n.2 lett.a Patto int. diritto civile - art. 11, co.3, delle regole penitenziarie n. 354 europee Comunemente chiamato carcere, é il luogo chiuso e isolato dalla società, destinato ad accogliere coloro che sono in attesa di giudizio o già definitivamente condannati.
Lavoro all’esterno del carcere legge 193/2000 (cd. Smuraglia) - articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. - articolo 6 Legge n.663/1986 354 Non si tratta di una vera misura alternativa alla detenzione ma di un beneficio, concesso dal direttore dell’Istituto di pena, che consiste nella possibilità di uscire dal carcere per svolgere un’attività lavorativa, anche autonoma, oppure per frequentare un corso di formazione professionale
Lavoro sostitutivo art. 4 bis e capo II-bis del titolo II - artt. 66, 102, 105, 107 e 108 della legge - Cass., I, 8 giugno 1994, n.1987 della legge 26 luglio 1975, n. 354 689/1981 Il lavoro sostitutivo consiste nella prestazione di un’attività non retribuita, a favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, o presso enti, organizzazioni o corpi di assistenza, di istruzione, di protezione civile e di tutela dell'ambiente naturale o di incremento del patrimonio forestale, previa stipulazione, ove occorra, di speciali convenzioni da parte del Ministero di grazia e giustizia, che può delegare il magistrato di sorveglianza.
Liberazione anticipata art. 54, Legge 26 luglio 1975, n. 354 - art. 103, D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 La liberazione anticipata, secondo l'ordinamento giudiziario italiano, consiste in una riduzione di pena di quarantacinque giorni per ogni semestre di pena scontata concedibile, a propria discrezione, dal Magistrato di sorveglianza su specifica domanda del detenuto solo quando ravvisi la mancanza di rilievi disciplinari e la prova di attiva partecipazione all'opera di rieducazione.
Liberazione anticipata speciale D.L. n. 146/2013 convertito con modificazione nella legge n. 10/2014 Consiste in uno sconto di pena ulteriore di 30 giorni per ogni semestre di pena.
Tuttavia sono previsti limiti temporali di applicazione e non può essere concessa ai condannati per reati di cui all'art. 4 bis Ord. Pen.
Liberazione condizionale articoli 176 e 177 del codice penale - art. 94-bis d.p.r. 431/1976 - art. 682 c.p.p. La liberazione condizionale è un istituto giuridico del diritto penale di molti Paesi. Consiste nella sospensione della pena detentiva e vi si può far ricorso allorquando, di massima, ne sia stata scontata una congrua parte.
Libertà controllata artt. 53, 56, 62 2° comma, 66, 102 e - art. 4 bis O.P. - 107 della Legge 689 del 24.11.81 La libertà controllata è una modalità di sostituzione delle pene detentive brevi, infatti, il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, quando ritiene di dovere determinare la durata della pena detentiva entro il limite di un anno, può sostituirla anche con la libertà controllata.
Magistrato di sorveglianza legge 26 luglio 1975, n. 354 - legge 10 ottobre 1986, n. 663 - articoli 677 e seguenti del codice di procedura penale è competente a conoscere le seguenti materie: liberazione anticipata, remissione del debito, rateizzazione e conversione delle pene pecuniarie, grazia, applicazione ed esecuzione delle sanzioni sostitutive tra cui anche l’espulsione degli stranieri, sospensione e rinvio provvisorio della esecuzione della pena detentiva, misure di sicurezza, esecuzione domiciliare della pena detentiva ex legge 199/2010, esecuzione delle misure alternative, ricoveri, concessione permessi premio e di necessità, autorizzazione telefonate e corrispondenza, approvazione dei programmi di trattamento rieducativo, reclami avverso provvedimenti disciplinari.
Misure alternative alla detenzione art. 27 Cost - artt. 4 bis, 21 e 47 della legge n. 354 del - art. 99 c.p., legge n. 689 del 1981, legge 26 luglio 1975 n. 663 del 1986 (Legge Gozzini), legge n. 165 del 1998 (Legge Simeone – Saraceni), D.P.R. 230 del 2000, legge n. 40 del 2001 (Legge Finocchiaro) e legge n. 251 del 2005 Le misure alternative alla detenzione sono dirette a realizzare la funzione rieducativa della pena; esse incidono sulla fase esecutiva della pena principale detentiva.
Si tratta dell'affidamento in prova al servizio sociale, della detenzione domiciliare e della semilibertà.
Misure cautelari coercitive personali artt. 272-286 e 291-308 c.p.p. Possono essere applicate a indagati o imputati per delitti la cui pena massima prevista sia superiore ai tre anni di reclusione, e solo se sussistono pericoli di fuga, o di inquinamento delle prove, o di commissione di nuovi delitti.
Misure di sicurezza articoli 49, 115, 133 e 199 e - artt. 679 e 680 codice procedura penale - sentenza n.110/74 della Corte seguenti del codice penale Costituzionale Le misure di sicurezza sono provvedimenti previsti dai vari sistemi penali, adottate per "risocializzare" il condannato ritenuto socialmente pericoloso.
La misura di sicurezza principalmente applicata è quella della libertà vigilata.
Notificazione TITOLO V Codice di procedura penale è un atto giuridico con cui si porta a conoscenza di un soggetto un determinato documento
Opg articolo 222 del Codice Penale - legge 14 febbraio 1904, n. 36 - D.P.R. 29/4/1976, n. 431; art. 3-ter del D.L. 22/12/2011, n. 211, successivamente convertito in L. 17/2/2012, n. 9; sentenze della Corte Costituzionale n. 253/2003 e 367 del 29/11/2004; art. 5, DPR 1/4/2008; D.L. 25/3/2013 n. 24 e decreto-legge 52/2014 Gli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) sono una categoria di istituti che in Italia, a metà degli anni settanta, ha sostituito i vecchi manicomi criminali.
Patrocinio a spese dello Stato nei giudizi penali articoli dal 74 al 141 del DPR 30 maggio 2002 n. 115 Al fine di essere rappresentata in giudizio nell’ambito di un procedimento penale (o penale militare), sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.
Pena pecuniaria artt. 53 e seguenti della legge 24 - art. 135 c.p. - art. 3, c. 62, legge 15 luglio 2009, n. 94 novembre 1981, n. 689 Con il termine pena pecuniaria si fa riferimento ad una pena consistente nell'imposizione dell'obbligo di pagare una somma di denaro alla pubblica amministrazione.
Pericolosità sociale artt. 24 c. 2, 27 c. 1 e 3, 88, 89, 102- - artt. 3 comma 1; 13, comma 2; 24 - artt. 220, 314, 318, c. 1, 658 e 679 108, 133, 203, 204, 206, 207, 208, comma 2; 27, comma 1 e 2 Cost. c.p.p.; artt. 21 e 31 L. n. 663/1986; L. 213 c. 3, 214 c. 2 e 3, 219, 221, 222 180/1978; sentenza n. 9163/2005 delle ed altri del Codice Penale Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione; sentenze della Corte costituzionale n. 68/1967, 1/1971, 19/1974 e 110/1974 ed altri si definisce socialmente pericolosa “la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati nell’articolo precedente [reati o quasi-reati], quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati”
Permessi detti “di necessità” art. 30 della legge 26 luglio 1975, n. - art. 385 c.p. - 354 nel caso di “imminente pericolo di vita” di un familiare o di un convivente, o per eventi familiari di particolare gravità, ai condannati può essere concesso il permesso di recarsi a visitare l’infermo, con le cautele previste dal regolamento
Permessi premio art 30 ter della legge 26 luglio 1975, n. 354 il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell’istituto di pena, può concederli ai detenuti che hanno tenuto una condotta regolare e che non siano socialmente pericolosi.
Presidente del Tribunale di sorveglianza art. 111, Cost. - artt.568,588,666,678, c.p.p. - artt. 4-bis, 47, 68, 70, comma 3, 70-bis, lett. c) e d) e 80, L. 26.7.1975, n. 354, Ord.pen.; art. 23, L.10.10.1986, n. 663,c.d. “legge Gozzini”; artt. 90, 94, d.p.r. 9.10.1990, n. 309, t.u. in materia di stupefacenti Il presidente del tribunale di sorveglianza, oltre ad espletare le funzioni di magistrato di sorveglianza nell’ufficio di appartenenza: organizza e dirige le attività del tribunale di sorveglianza; coordina l’attività degli uffici di sorveglianza compresi nella giurisdizione del tribunale, in funzione del disbrigo degli affari di competenza del tribunale; dispone l’applicazione dei magistrati e del personale amministrativo nell’ambito degli uffici di sorveglianza, nei casi di assenza, impedimento o urgenti necessità di servizio; chiede al presidente della corte d’appello l’intervento suppletivo di cui all’art. 68, comma 3, L. 26.7.1975, n. 354; propone al C.S.M. la nomina degli esperti effettivi o supplenti componenti del tribunale e compila le tabelle per gli emolumenti loro spettanti; svolge tutte le altre attività a lui riservate dalla legge e dai regolamenti.
Procedimento di sorveglianza Artt. 666, 667 e 678 Codice di - Artt. 102 e segg., 133 ter, 136 e 148 c.p. - Procedura Penale La disciplina del procedimento di sorveglianza corrisponde a quella dettata per il procedimento di esecuzione e il relativo modello procedimentale è costituito dalle forme dell'udienza in camera di consiglio con la partecipazione delle parti.
Rateizzazione della pena pecuniaria art. 660, 3°c, c.p.p. - art. 133 ter c.p. Nel caso di condanna a pena pecuniaria o di conversione della pena detentiva in pena pecuniaria, qualora si presentino situazioni di insolvenza a causa dell’impossibilità temporanea di effettuare il pagamento, il condannato può chiedere il differimento o la rateizzazione del pagamento
Reclami artt. 14 ter, 30 bis, 35, 69 e 69 bis - art. 680 c.p.p. - art. 16 D. L.vo 25 luglio 1998, n. 286, della legge 26 luglio 1975, n. 354, “Testo unico delle disposizioni “Norme sull’ordinamento concernenti la disciplina penitenziario e sulla esecuzione dell’immigrazione e norme sulla delle misure privative e limitative condizione dello straniero” della libertà” I detenuti possono rivolgere istanze e reclami, anche in busta chiusa, al direttore dell’istituto, al magistrato di sorveglianza, alle autorità in visita all’istituto, al presidente della Giunta regionale, al Presidente della Repubblica.
Remissione del debito art. 6 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. - art. 106 del D.P.R. 30 giugno 2000, n. - 115, “Testo unico in materia di 230, “Regolamento recante norme spese di giustizia”, che ha sull’ordinamento penitenziario” sostituito l’art. 56 della legge 26 luglio 1975, n. 354, “Norme sull’ordinamento penitenziario” Nel caso il condannato o l’internato si trovi in condizioni economiche disagiate e abbia mantenuto una condotta regolare, sia in carcere sia in libertà, può chiedere la remissione del debito, cioè di non pagare le spese di giustizia, che sono le spese del procedimento giudiziario e del mantenimento in carcere
Riabilitazione artt. 99, 178 e seguenti del codice - art. 683 del codice procedura penale - penale E’ un beneficio di legge che ha l’effetto di cancellare completamente gli effetti di una condanna penale.
Ricorso per cassazione art. 71 ter della legge 26 luglio 1975, - art. 606 c.p.p. - n. 354, “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà” Contro le ordinanze del Tribunale di sorveglianza il pubblico ministero, l’interessato e, in determinati casi, l’amministrazione penitenziaria, possono proporre ricorso per cassazione, entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento verso il quale si intende ricorrere
Rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena art. 147 c.p. - art. 684 c.p.p L’esecuzione di una pena può essere rinviata nel caso che:
  • sia stata presentata domanda di grazia;
  • la persona condannata a pena restrittiva della libertà personale sia in condizioni di grave infermità fisica;
  • la persona condannata a pena restrittiva della libertà personale sia madre di un figlio di età inferiore a tre anni.
Rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena art. 146 c.p. - art. 684 c.p.p L’esecuzione delle pene detentive, della semidetenzione e della libertà controllata deve essere rinviata nel caso che il condannato sia:
  • donna incinta;
  • madre di figli di età inferiore a un anno;
  • persona affetta da Aids o da altra malattia particolarmente grave, non compatibile con lo stato di detenzione in carcere, sempreché ricorra il requisito della “non rispondenza alle cure”.
Sanzioni sostitutive artt. 53 e seguenti della legge 24 - art. 444 c.p.p. - art. 60 della legge 689/1981 novembre 1981, n. 689, “Depenalizzazione e modifiche al sistema penale” Sono sanzioni di pene detentive brevi che il giudice ha la facoltà di comminare, nella sentenza di condanna, al posto della detenzione, se di breve durata.
Semidetenzione artt. 53 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689, “Depenalizzazione e modifiche al sistema penale”, E’ una delle sanzioni sostitutive di pene detentive brevi
Semilibertà artt. 4 bis, 1° comma e 48 e seguenti della legge sull’ordinamento penitenziario del 26 luglio 1975 n. 354 E’ una delle misure alternative alla detenzione, che consentono al condannato di scontare fuori dal carcere la pena detentiva, o parte di essa, che gli è stata comminata.
Sospensione condizionale della pena Artt. 163-168 Codice penale In realtà la sospensione condizionale della pena prevede che la pena rimanga sospesa per cinque anni per i reati o tre anni per le contravvenzioni, a condizione che il reo non commetta un altro reato.
Spese di giustizia D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia” Sono le spese per il processo e per il mantenimento in carcere, che vengono addebitate al condannato.
Stranieri artt. 13-17 e 19 del Decreto - Art. 407 Codice di procedura penale - art. 86 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e art. 235 c.p. “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” come modificato dall’art. 15 della legge 30 luglio 2002, n.189 Il cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, irregolarmente presente in Italia, detenuto con pena inferiore ai due anni, deve essere espulso dal territorio nazionale. Qualora ne sia accertata la pericolosità sociale, lo straniero (cioè il cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea) regolarmente presente sul territorio italiano, condannato per reati relativi alla produzione, al traffico e alla detenzione illegale di sostanze stupefacenti, all’agevolazione dell’uso di dette sostanze o all’istigazione all’uso da parte di un minore, terminata la pena deve essere espulso dallo Stato.
Tossicodipendenza artt. 4 bis, 47 bis e 47 ter della legge - artt. 89, 90 e 94 del D.P.R. 9 ottobre - artt. 628 3°c. e 629 2°c. del codice 354/1975 1990, n. 309 penale Qualora una persona tossicodipendente o alcooldipendente sia stata condannata per reati connessi al proprio stato di dipendenza, debba espiare una pena detentiva non superiore a sei anni o a quattro se relativa a reati compresi dall’art. 4 bis della legge 354/1975, e intenda sottoporsi a un programma terapeutico di recupero concordato con una unità sociale socio- sanitaria, può chiedere la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva, oppure l’affidamento in prova al servizio sociale in casi particolari.
Tribunale di sorveglianza l.. 26.7.1975,n. 354, ordinamento - artt. 146, 147, 176 e 211-bis, c.p. - artt. 677, 678, 680, 683, c.p.p.; d.p.r. penitenziario modificata dalla l. 9.10.1990, n. 309, t.u. in materia di 10.10.1986, n. 663,c.d. “legge stupefacenti; d.p.r. 30.6.2000,n. 230, Gozzini” regolamento in materia di ordinamento penitenziario; d.lg. 25.7.1998, n. 286, testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero; l. 30.7.2002, n. 189, modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo; l. 1.8.2003, n. 207, norme sulla sospensione condizionata della pena. è costituito in ciascun distretto di corte d’appello e in ciascuna circoscrizione territoriale di sezione distaccata di corte d’appello ed è composto da tutti i magistrati di sorveglianza del distretto di corte d’appello o sezione di corte d’appello
Uepe ( ex Cssa) legge n. 354/1975 Gli Uffici locali per l'Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) sono uffici periferici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e la loro organizzazione è disciplinata con regolamento adottato dal Ministro della Giustizia.
Ufficio di sorveglianza artt. 3, 24, 27, 81, 97, 111, Cost. - art. 2043, 2059 c.c. - art.176 c.p.; art.409, c.p.c.; artt. 34,127, 178, 179, 489, 525, 659, 660, 666, 677, 678, 679, 684, c.p.p.; art.110, disp.att.c.p.p.; artt. 1, 4, 21, 23, 14 ter, 28, 30 bis, 35, 41 bis, 47, 47 bis, 47 ter, 51 ter, 69, 70, 80, l. 26.7.1975, n. 354; artt. 48, 75, 81 d.p.r. 30.6.2000, n. 230, regolamentoin materia di ordinamento penitenziario; art. 16, dl. n. 8.6.1992, n. 306, conv. in l. 7.8.1992,n. 356 è un organo della Magistratura di Sorveglianza ed è costituito presso ogni tribunale con sede nel capoluogo di provincia.

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